Children Of Bodom – Are you dead yet ?

fonte: musicboom.it

Dell’inflazione e dei venerdì sera.children-of-bodom-e28093-are-you-dead-yet

Ma sì. Diciamocela tutta. è venerdi sera, non mi va di uscire, problemi di bilanci gonfiati (non mi ero accorto che il portafogli era gonfio sì ma di spicci), la bottiglietta di Chianti che mi ha portato Arianna dall’Italia ed un CD preso a caso dal mucchio.
Gli Slipknot ? No, tentiamo di nuovo. Gli Zu con Matt Gustafsson ? No, mi prenderebbe voglia di casa & INIT. Questi Children Of Bodom invece…

Non chiedo molto ad una band al giorno d’oggi ma santoddio, se la gamba sinistra ondeggia e va su e giù vistosamente un motivo ci deve pur essere ! Sarò onesto: alla parte sinistra del mio corpo questo Are You Dead Yet ? piace. La parte destra (forse più cosciente e cognitiva) fa i propri porci comodi tentando di imbroccare la stagione giusta al Football Manager rifilando un grasso Cassano alla Juve. Niente.

Forse conta molto il fatto di essere in astinenza da buon metal ultimamente, fatto sta che volevo le armonie taglienti degli In Flames ed ho avuto Punch Me I Bleed e Bastards Of Bodom, anelavo al riffing impietoso e cruento dei primi Sentenced e mi hanno dato la title-track. Non avrei dormito se non avessi avuto la mia razione di drumming bello corposo e me lo sono trovato davanti quando ho capito che mi sarebbe stato servito nei quattro minuti scarsi di If You Want Peace…Prepare For War. Non avevo chiesto le tastiere, quelle no, ma fa nulla: mi adeguo e chiudo tutte e due le orecchie. Per una volta lo posso fare.

cobNon c’è più nulla di black metal nel settimo disco del combo finlandese, le accelerazioni di Hatebreeder somigliano ora ad elucubrazioni di una buona band svedese di punk n’ roll. Eppure Are You Dead Yet ? non dispiace (nel frattempo anche la parte destra del mio simpatico corpo ha iniziato a prestare attenzione) e fa il suo bel lavoro di onesto prodotto metal di alto profilo che non inventa nulla ma che nulla ti lascia da capire alla fine del discorso.

Bello e compatto, un gran bel growling di Alexi Laiho assolutamente non piatto, poco tempo da dedicare a fronzoli che malgrado tutto t’aspetteresti da una band del genere ed una scelta di suoni matura come non è facile sentire ultimamente sotto questi cieli.
Un ottimo prodotto da megastore ma non lasciatevi ingannare da chi vi dice che sono tra le migliori band del pianeta; forse sono gli stessi che pompano i prezzi e fanno salire l’inflazione. E io mi ritrovo il venerdi sera a casa.


Alex Franquelli

11/03/06

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