Dark Tranquillity – Exposures-In retrospect and denial

fonte: musicboom.it

Una storia tranquilla.dark-tranquillity-e28093-exposure-in-retrospect-and-denial

Interessante, interessata, inutile: una raccolta di inediti non sfugge mai ad uno di questi aggettivi. Se personalmente cerco di evitarle il piú possibile, in generale mi accorgo come sia vitale per qualcuno arrivare a possedere la raritá, il pezzo introvabile che ne attesti l’esclusivo rapporto di fede nei confronti di una band – di qualunque genere musicale si tratti.

Nel caso dei Dark Tranquillity siamo dinanzi ad una delle band fondamentali dello swedish sound moderno (quindi del metal allo stato attuale) e dunque varrebbe la pena analizzare cosa si celi nella doppia uscita che sigilla un periodo, un ciclo evolutivo della band scandinava.

La materia trattata in questa raccolta è una collezione di tracce che, per un motivo o per l’altro, non hanno trovato spazio in perle come Projector, Haven e Damage Done o che, come nel caso degli episodi piú datati, sono stati a lungo richiesti dal pubblico e riportano estratti dal primo demo e dal primo EP.

Musicalmente siamo al livello delle uscite che conosciamo, di quel metal che ha perso la sua definizione “mortale” per divenire, nel corso degli anni, un compendio estremo di un heavy metal classico che guarda piú agli Iron Maiden ed ai Depeche Mode che non ai padri dell’estremo americano, quella frangia che si ritrova oggi nei Malevolent Creation o nei Mastodon.

dark_tranquillityI Dark Tranquillity regalano una raccolta nella quale spiccano le prime due tracce (Static e The Poison Well) per le quali avremmo concepito un destino ben diverso da quello pur glorioso in cui le ritroviamo oggi. Provengono entrambe dalle session di registrazione di Damage Done e ne conservano tutta la bellezza ed ispirazione.
In linea con un lavoro controverso come Haven è invece la ballad Misery In Me: sconcertante nella sua piattezza e nel grottesco tentativo di Michael Stanne di appropriarsi di una vocalitá che non gli appartiene neanche lontanamente – esperimento questo naturalmente fallito e di cui troviamo traccia documentata in questa e sulla seguente Exposure.

Gli ultimi brani testimoniano gli inizi (quelli con Anders Fridẽn alla voce, per intenderci) di A Moonclad Reflection e del primo demo Trail Of Life Decay: momenti in cui è palese la nascita di quello che in seguito verrá sviluppato e conosciuto come il tipico sound svedese.
Sul secondo CD troviamo invece l’audio del concerto registrato a Cracovia per Live Damage, la cui scaletta spazia da The Gallery (a mio avviso di gran lunga il miglior album della band) fino al repertorio dei giorni nostri, non eccellendo magari nella resa sonora, ma regalando un compendio veritiero delle atmosfere a cui ci hanno abituati i Dark Tranquillity dal vivo.

Il giudizio resta comunque piú che positivo per una raccolta che porta in sé quel germe del talento e della bellezza che ha fatto di questa band un capostipite da cui oggi non è possibile prescindere. Neanche volgendo lo sguardo all’altra parte dell’oceano.

Alex Franquelli
26/07/04

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