Zu + Justice Yeldham + Dethscalator @ The Lexington, Londra (UK)

Uscito su: Il Mucchio (Novembre)

La matematica si piega agli Zu in una serata tra sludge e avanguardia.

 

Sul tube l_9ba117bf2c9cd187cc658a2fd801c4a3penso agli Zu e mi vengono in mente le sottrazioni nella musica moderna. Cos'è un trio se non il risultato di un'operazione matematica, la privazione dinamica di un numero per raggiungere un risultato diverso da quello classico ? Forse é la sottrazione di ciò che manca e non l'addizione dei 3 elementi che rende unico il risultato finale.

 

Allora provo a pensare ai Dethscalator senza feedback e mi ritrovo per le orecchie uno sludge vecchia maniera. Sul palco mezz'ora esatta e il tempo di capire che le loro sottrazioni devono ancora farle: via un cantante inutile quanto ingombrante e spazio ai soli strumenti. D'altronde il loro split con gli egregi Hey Colossus aveva promesso cose ben diverse ma, si sa, la matematica senza numeri è un'opinione.

 

 

 

534346365_lSe invece provassimo a portare via la lastra di vetro con cui suona/canta Justice Yeldham il risultato non cambierebbe: troverebbe altri modi di proporre rumore costruttivo. Pare infatti che applicando su una lastra di vetro un pick-up e collegando a degli effetti il cavo che da esso ne risulta (naturalmente schiacciando la propria bocca su determinate zone del delicato materiale), si ottenga un suono determinabile e simile a quello di un vecchio modem analogico. La scia organica oleosa al centro della sua maglietta sintetizza la furia digitale di un cybepunk solitario e geniale. Alla fine la sottrazione torna a prendere il sopravvento e lo strumento si frantuma sulla testa dell'australiano. Avanguardia e sangue dall'uomo noto anche come “un suonatore di tromba imprigionato in un universo a due dimensioni”. Eccellente.

 

 

_DSC0130Gli Zu si fanno attendere ma non giocano a fare le star. Salgono sul palco in ritardo direttamente coi bagagli. Niente soundcheck per la più nota band italiana all'estero, zero presentazioni, nessun sorriso: qualche minuto ed è subito Chtonian e una marea di volume investe la sala gremita all'inverosimile. Inutile spiegare cosa suonino gli Zu e ancora più superfluo sarebbe lanciarsi in elogi di rito sulla metafisica zorniana e la dicotomia punk/jazz. Quello che conta è vedere come un pubblico affezionato, seppur con qualche sparuta presenza di italiani, conosca a menadito le dinamiche di ogni singolo brano, batta il tempo impossibile con ogni arto e appendice. Viene da sorridere quando si scatena una mezza rivolta alla fine del concerto. Niente bis, zero parole, nessun saluto. Gli Zu tornano da dove erano venuti riuscendo nell'impresa di moltiplicare sottraendo. Prodigi del math-rock in salsa noise.

Alex Franquelli
21/10/2009

 

tags: zu, justice yeldham, dethscalator, the lexington

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