Bikini Atoll – Moratoria

fonte: musicboom.it

Atomiche emozioni.
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Bisogna chiudere gli occhi e dare tempo al tempo perché l’aria si scaldi presto sotto gli effetti di Moratoria, delle sue dinamiche in acido e degli intrighi del suo eco soffuso e sgretolato sotto le ceneri elettriche addormentate.
Non ci vuole molto per capire che il loop assassino di Then Amplify lo potremmo ritrovare in qualche sogno allucinato ed infido di quelli che dimentichi solo all’apparenza e ti sembra di non aver fatto mai mentre invece te li ritrovi in auto, nella doccia e nel cortile di casa che camminano con te.

Black River Falls rallenta i toni resi esasperati da Cinnamon e dall’isteria a tratti confusa pur nel suo semplice nervosismo elettrico. I toni si dilatano e prendono forme distese come un corpo che scioglie l’elettricità dei suoi muscoli prima di cadere in un sonno scomposto e ricco di emozioni che dovrà presto dimenticare.

Si risale con Cheap Trick e gli accenni di Sonic Youth prendono forma e rendono l’atmosfera di nuovo tesa sotto i colpi di un basso tirato e degli strani vocalizzi ripetuti quasi in un mantra, in un vortice ipnotico reso ancora più vibrante dall’esasperazione di un testo vuoto e libero.
Moratoria e’ chiuso da un classico pezzo post-rock come Clear Water Gravity che ha il compito ingrato di dare un senso ad un vortice di emozioni che alla lunga risultano confuse, libere da ogni schema o intenzione che non sia quella di lasciar fluire la musica nell’unico modo possibile: la confusione.

Compagni di etichetta dei ben più noti Explosions In The Sky, i londinesi Bikini Atoll cercano di coprire quel vuoto creativo che c’e’ tra la generazione dei Sonic Youth (My Bloody Valentine, Slint, Meat Puppets…) e la schiera di bands post-rock della nuove generazione, riuscendo a chiudere il cerchio attraverso una nutrita schiera di citazioni ma anche con sortite del tutto personali ed autentiche gemme d’autore che giocano tutte sul filo inflessibile di un enorme e segreto metronomo cosmico.

Alex Franquelli
12/03/04

 

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