Quarzo Nero — Ancora vivo
Pubblicata da Dedication, May 4, 2004
Parte subito con una traccia di poco meno di nove minuti questo cd elegantemente confezionato dei Quarzo Nero. Ritmiche diluite, stacchi che ne impediscono forse lo scorrimento fluido e potente, creano l'atmosfera ideale su cui imperniare il cantato di Max Carrino, che alla lontana (ma non troppo) ricorda quella di Francesco Renga pre-rincoglionimento, catturandone anche l'essenza lirica e le divagazioni letterarie.
Forse mi sfugge il movente, il motivo per cui ci sta così bene questo groove che ricorda i primi Litfiba nell'Anno del Signore 2004, ma riesco a farci poco caso. Lascio le domande a chi sa già le risposte e mi godo la nascita e lo sviluppo di Quarzo Nero che è tradita ingiustamente dalla chitarra veramente mal mixata e, per questo motivo, ridotta ad un grugnito innocuo e flaccido. Peccato, perché la ritmica aveva contribuito a far crescere il brano portandolo ad un buon estremo visionario e magico. Peccato anche perché da quella voce sempre un poco fuori dalle righe (e non è detto che sia un male), da quelle dissonanze in tono minore in cui cade sovente la sonorità, mi aspettavo di più e, soprattutto, qualcosa di meglio e più fluido - elemento, quest'ultimo, che sembra aver abbandonato la band intorno ai cinque minuti d'inizio del disco.
La nebbia: altro peccato. Un po' meno simile ai Cure di "Three Imaginary Boys" ed avremmo avuto una buona band che si riconosce nei proprio gusti partendo da essi e non girandoci attorno come si fa con una pretesa, una scusa per citare qualcosa che ci piace ed attrae. Arrivare alla fine del cd è impresa ardua, ma chi vi scrive c'è riuscito per ben due volte. Sarebbe pretenzioso per me dire di aver capito dove questi quattro torinesi vogliano andare a parare, sarà arduo per loro scindere l'ispirazione dalla mancanza di personalità e sarebbe ingiusto dire che ai Quarzo Nero non lasciamo la possibilità di provare ad esprimersi di nuovo provando ad affrancarsi da tutto e tutti, non lasciandosi tentare dalle citazioni, ma lasciando un'impronta come molti (non tutti, a dire la verità) tra quelli che suonano vorrebbero fare. Un mezzo passo in avanti ci starebbe proprio bene. E darebbe una lezione a chi si ostina a non capire che non tutto nella vita ci è dovuto e che non sempre dentro un gran bel packaging si nasconde un capolavoro. Alla prossima occasione.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago