IV Luna — Anteroom

Pubblicata da Kronic, Oct. 29, 2006 → vai all'originale

Pochi secondi di “Anteroom” e già capisci di essere capitato in posto fuori da qui e lontano anni luce dal quotidiano. Non vengono in mente molti luoghi come questo ed il merito della band romana è proprio quello di creare la propria atmosfera e di poterci vivere benissimo dentro.

Quella che dunque potremmo tranquillamente definire un’ “autarchia sonora”, altro non è se non la sapiente miscela di progressive e talento che traspare in alcuni momenti di “Realize”; in cui un chorus si apre completamente alla melodia per poi tornare a fare i conti con trame dal respiro irregolare ed un incedere dissonante: il contrasto che ne viene fuori è un’esperienza di 6 minuti da provare.

Se il concetto non fosse abbastanza chiaro basterebbe dedicare un ascolto anche a “La Tua Voce” per vedere dove sarebbe andata a confluire certa scena musicale italiana dei tardi ’60 e primi ’70 se fosse davvero ancora viva nel nuovo millennio. Quello che puoi pescare in un disco così va dai Black Sabbath a degli spunti chitarristici che ricordano da lontano le poesie sonore degli Änglagård soprattutto grazie ad un continuo ricorso alle note alte in fase ritmica.

Volendo trovare un difetto ad un disco che, ammetto, è lievemente migliore di quanto mi aspettassi, c’è da dire che l’uso della lingua inglese è qui e là alquanto approssimativo ma non è nulla che possa intaccare una perla di questo genere.

Il resto è solo roba raffinata per la quale vale la pena l’acquisto e lasciare che il resto della gente si pianga addosso sulla pochezza di mezzi e idee delle band italiane d’oggigiorno. Preferisco mille volte guardare avanti e ascoltare le pulsazioni della parte viva soprattutto se a farla battere ci sono band come i IV Luna.

Alex Franquelli
8 months, 3 weeks ago

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