Pleasant Grove — The art of living
Pubblicata da Musicboom, Aug. 9, 2004
C’è una sottile aria dimessa ad accogliere l’ascoltatore fin dalle prime note di Elaborate Son: una logica diretta e spedita sorretta dalla voce di Markus Striplin che parte da Neil Young ed arriva fino alla nuova ondata di vecchia musica. La ritmica stanca, pura e monotona come un film al rallentatore dilata gli spazi di una musica a tratti da sogno e sognatrice a sua volta. Dall’America spaesata di inizio millennio all’aria umida di decine di sigarette in un club della vecchia Chicago, i Pleasant Grove macinano atmosfere soffuse, quasi strette attorno ad un nucleo batteria-chitarra che ne avvolge i suoni, ne chiude il feeling sospeso tra il piacere della ripetizione fine a se stessa e le armonie di un blues mancato. Lo stesso blues che riappare attraverso una Tug Of War (Twenty Arms) delicata quanto basta per descrivere un tremore sofferente che apre la strada ad una ancora piú dilatata e trascinata Every Heart Is A Meal. Si sente la mano di un produttore dall’apporto “pesante” come Dylan Magierek (Call And Response, Erland Øye) che corregge il tiro, sposta le dinamiche in un ambito che per la band di Dallas sarebbe una chimera; vuoi solo per quella loro propensione a perdere il filo della musica, a girovagare su se stessa senza giungere ad un finale, ad un climax. Altri tempi quelli di Auscultation of the Heart. Qualcuno direbbe che parecchia acqua è passata sotto i ponti, qualcuno invece che questa è la naturale migrazione artistica di una band in cerca di se stessa. Giunti alla fine dell’ascolto di questo The Art Of Leaving non resta che lo stupore per alcune splendide vette come Cone Equation o la conclusiva Commander Whatever.
Si resta spaesati e persi all’interno di un mondo che sembra indefinito tra un country vagamente psichedelico dalle sottili venature blues ed un qualcosa di incompiuto ed indefinito che non permette a questo piccolo gioiello di esprimere totalmente il suo valore. Magari in futuro sentiremo ancora parlare di loro ma per ora sembra non sia giunto ancora il momento di farli uscire dal grembo della grande Madre America di cui sembrano comunque averne appreso il segreto musicale.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago