Angra — Aurora consurgens
Pubblicata da Kronic, Oct. 30, 2006 → vai all'originale
Gran brutta cosa quando una band si normalizza. Lo dico ammettendo di aver amato “Holy Land” e sopportato “Fireworks” avendo quindi perso di vista una manciata di album che, ad occhio, non credo abbiano sconvolto il mondo della musica piú di tanto. La normalitá e’ relativa se si parla di una band del calibro dei brasiliani perché si é comunque al cospetto di un gruppo che incute timore non appena inizia a picchiare come sa fare (“The Voice Commanding You”) o quando lascia che gli spazi tra una nota e l’altra assorbano il silenzio e lo colorino di melodie (“Breaking Ties”).
La normalitá vuol dire rendere semplici le idee piú complicate cercando di non cedere al mediocre istinto della voglia di stupire ad ogni costo. Questo, a mio avviso, non avviene ed il prodotto finale ha in alcuni episodi come “Salvation: Suicide” o “Window to Nowhere” l’apice creativo: naturale conseguenza di una band ispirata ma che, a mio avviso, ha perso in parte quel fascino che la rendeva unica. Unica davvero.
A voler essere volgari, se dovessimo descrivere gli Angra a chi non li conosca, dovremmo dire che si tratta dell’ennesima band di power metal di stampo epico. Il problema e’ che di “ennesimo” hanno ben poco in quanto, vado a memoria, non ricordo, nel loro genere, un sound altrettanto particolare 15 e spicci anni fa. Certo, se dovessimo stilare una lista di luoghi comuni del genere, sarebbe interessante notare come i Nostri possano vantare un corredo di tutto rispetto, ma se il punto deve restare la qualitá della musica e non il genere di per sé, allora “Aurora Consurgens” e’ un ottimo lavoro. Intriso di classe, cupo quando le trame si infittiscono, teatrale nei limiti del lecito, forse accademico ma mai eccessivo nei barocchismi entro cui si celano momenti di spicco che hanno poco dell’esercizio di stile e molto del puro talento guidato da una tecnica illuminata.
Chiude l’immancabile ballad che poco aggiunge al resto ma che mitiga gli effetti di un’ora passata tra alti (molti) e bassi (pochi) ma che conferma come gli Angra siano una corazzata destinata a mantenere un livello qualitativo altissimo. Almeno finche’ riusciranno a seguire la propria rotta nel mare di pattume che circonda loro e pochi altri.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago