Øye, Erland — DJ Kicks

Pubblicata da Musicboom, June 23, 2004

Erland Øye colpisce nel segno e lo fa con classe dipanando una matassa di beat e strutture techno-dance, electro clash e new disco innocue quanto piene di quel groove che comporta l’effett-base di ogni genere di elettronica più o meno commerciale: il movimento ritmico della testa. Non c’è cosa più giusta del principio secondo cui nella musica ci si debba solo divertire senza andare troppo per il sottile, senza indulgere in analisi socio-culturali sul “perchè” ma dedicando il tempo di scorrimento di un intero CD come questo DJ Kicks al pieno abbandono di ogni tipo di domanda e risposta: basta ascoltare.

Ad Øye piace essere definito una “indie pop star” con tutto quello che non significa e comporta una contradditio in terminis di questo genere. Almeno all’apparenza. Già perchè per mettere in piedi un DJ Kicks così ben congegnato, preparato, suonato e prodotto serve un bel talento ed un’ampia scorta di idee. Proprio quello che ci vuole per aprire con So Weit Wie Noch Nie di Jurgen Paape (collaborazioni con Kron e The Modernist tra gli altri), farlo proseguire da un bellissimo remix di I Need Your Love dei Rapture e l’ennesima versione di Poor Leno di e con i conterranei Royksopp.

Il bello però è nella sfida che sta nella scelta e rielaborazione degli Smiths di There Is A Light That Never Goes Out, vecchi temi anni ’80 (un loop qui, una frattaglia di ritmica di là) e la rivisitazione di Always On My Mind di Elvis Presley in cui il brano viene sfiorato ma mai toccato veramente dalla melodia – e se non è questo un bene per un disco di remix cosa lo è? In If I Ever Feel Better dei Phoenix pare di sentire Jamiroquai mentre in Too Drunk To Fuck rivive la old-skool del ritmo, la semplicità del suono grezzo di quel periodo a cui il Nostro appende un giro di basso di sicuro effetto sul dance floor.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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