Mahogany Frog — DO5
Pubblicata da Kronic, Oct. 21, 2008 → vai all'originale
Avete mai provato ad immaginare cosa si provi ad ascoltare i Tortoise fuori dalla loro sala prove? Se si, avrete notato come la band di Doug McCombs faccia un uso smodato della melodia pur ricorrendo a soluzioni elementari ma mai banali. I Mahogany Frog si muovono in quel contesto non riuscendo forse ad eccellere in originalità ma potendo contare sul suono sporco del micromoog (il parente in recessione del piú aristocratico minimoog) e robaccia fantastica come il nostrano organo della mitica Farfisa, i suoni magicamente sintetizzati dell’ARP String Ensemble e fiati, chitarre, suoni bassi, percussioni e financo chitarre.
Ora: é tutta roba già sentita? D’accordo. Però non ne circola piú molta di roba buona in giro e bisogna fare tesoro di piccole perle come "DO5" se si vuole passare un quinquennio di crisi economica in santa pace a casa con gli amici. Dell’influenza dei Tortoise abbiamo detto e molti di voi si stupiranno nel sentirci dentro del feedback (“T-Tigers & Toasters”) allo stato grezzo, esplosioni di velocità (“Medicine Missile”) e la psichedelia assassina del suono di Canterbury dall’inizio alla fine.
"DO5" é il quinto album dei Mahogany Frog da Winnipeg (Canada) e promette di far felici cultori del jazz così come quelli del prog psichedelico lasciando fuori chi credeva che i suoni sporchi potessero imbastardire un prodotto così ben suonato eppure così cinicamente facile da amare. Onore alle teste dure a cui piace farlo in maniera sporca, sregolata, competente e appassionata. Tutti gli altri continuino pure a godere del sangue di una rapa.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago