Barker, Sophie — Earthbound
Pubblicata da Musicboom, Oct. 7, 2005
8 tracce pericolosamente vicine ai confini del Bello che attraversano il tempo a loro disposizione aprendosi al dolce comando della voce di Sophie Barker e di note lente che scivolano come acqua nell’aria di una voce sublime. Sophie, per chi non lo sapesse, é la vocalist preferita di Henry Binns e Sam Hardaker (ok, gli Zero7) e del progetto electro-etno Bliss. Earthbound copre gli ultimi anni della cantautrice inglese e trova in Robin Guthrie (ok, i Cocteau Twins) il perfetto alter-ego strumentale da cui si lascia guidare attraverso arrangiamenti scarni ma significativi come nella splendida Wintertime, in cui accenni di moog e chitarra creano l’ambito ideale in cui lasciar scorrere la semplice melodia vocale della Barker. Nel suo primo disco solista, la cantautrice inglese sembra giocare con i tempi dilatati riempiendoli di un gusto per dei climax che si perdono in finali rarefatti ed eterei che, in episodi come Angel, ricordano piú da vicino gli Zero7 di When It Falls e, soprattutto, Simple Things.
Proprio quando il disco sembra aver ormai preso la piega di un’elettronica discreta e quasi timidamente accennata, l’andatura quasi “lynchiana” di Start Me stravolge i piani e ci propone un cambio di passo elettrico dall’andatura cadenzata di una chitarra percettibilmente calda e soffusa. É un mondo notturno, cieco alla luce e vagamente sospeso sui sogni quello della Barker; una catalessi piacevole che si sviluppa tradendo influenze propriamente europee soprattutto figlie di una scena britannica da sempre generosa in termini di grandi voci femminili ma che da anni (piú o meno dalla sparizione artistica di Beth Orton) manca di spessore carismatico e qualitativo.
Che Sophie Barker avesse tutte le potenzialitá per emergere dal mucchio di roba (ok, rubbish) come Dido e compagnia (cantante) lo avevamo intuito ma non ci era mai stata data conferma di un talento cosí semplicemente sofisticato forse vittima proprio delle stesse amicizie musicali che schiaccerebbero chiunque ma che la Nostra riesce ad usare a suo piacimento. Prova ne sia che il vero gioiello dell’album é Secret – la traccia di apertura di Earthbound: solo Sophie Barker e la sua chitarra bastano a tracciare il percorso da seguire. A volte basta poco per fare un gran disco. Il problema é avere in dono il talento per farlo.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago