Disorder — EneMYself

Pubblicata da Dedication, March 16, 2004

Ci sono alcuni criteri quando ci si accinge a recensire un demo cd. Se personalmente tendo a trascurare l'artwork e la perfetta produzione a favore dello sviluppo delle idee, dello stile e dell'attitudine (d'altronde, se un demo dovesse essere perfetto suonerebbero solo i figli di quattro o cinque famiglie italiane…), è perché mi sembra più logico e giusto.

Venendo all'oggetto di questo articolo, i Disorder hanno fatto cinquina. Niente di interessante, niente che ricorderemo tra un giorno o due e ben poco da lodare. L'apertura è affidata a Disorder e i nostri non riescono proprio a sfuggire ad una trama già vista e vissuta, a tante buone intenzioni che si perdono in un ritornello privo di verve, ad un crescendo voce-batteria sentito milioni di volte e ad un lavoro di chitarra totalmente da rifare e del tutto fuori luogo. A seguire, Craps: qualcuno mi deve spiegare che senso ha infarcire tre minuti scarsi con sette cambi di tempo, quindici riff e zero idee vincenti se è tutto slegato, messo insieme senza un apparente criterio e motivazione logica o artistica.

Il resto del demo segue praticamente la stessa linea: un continuo riferimento a System Of A Down e Korn, un susseguirsi di riff, un vocalist alle prese con un inglese zoppicante, una batteria essenziale (sul sito, al momento in cui scrivo, si dice abbia lasciato la band) e un basso asciutto e presente ma che poco può fare nel marasma di idee confuse cui si assiste.

La conclusiva Children nasconde una ghost track che i più svegli di voi sapranno riconoscere (speriamo pure non lo faccia la SIAE) che risulta divertente ma piatta come il resto. In definitiva, un demo che è solo il punto di partenza per iniziare da zero e per cercare di costruire qualcosa di veramente valido e personale; consideriamolo uno spunto e poco di più: in futuro non potrà che andare meglio.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

blog comments powered by Disqus