Anathema — Falling deeper
Pubblicata da Ritual, Sept. 25, 2011
Una volta superato lo scetticismo, anestetizzati i pregiudizi, analizzato il movente estetico, assorbito l’impatto e aperti gli occhi al taglio sottile dell’album, restano cocci di pensieri da rimettere insieme a formare un’opinione. Le rivisitazioni orchestrali sono oggi, grazie al cielo, in pieno declino. Intendiamoci: l’operazione non risultava convincente neanche quando a farla erano gente come Metallica e Deep Purple: troppo diluito il risultato, troppo poco mordente tra le ceneri.
Eppure gli Anathema aprono gli occhi al crepuscolo del 2011 con una raccolta di vecchi brani (‘Crestfallen’ e ‘Alone’ tra gli altri) riarrangiati con l’aiuto di un’orchestra di 26 elementi e il contributo dell’ormai onnipresente Anneke van Giersbergen (‘Everwake’). L’album - per certi versi la continuazione dell’interlocutorio ‘Hindsight’ - evidenzia una delle qualità della band di Liverpool: l’arrangiamento. Lo fa accarezzando la musica senza graffiare, senza incidere, senza attrito. Cosa che per chi apprezza album del genere è il massimo. Per tutti gli altri è noioso.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago