Faun Fables — Family Album

Pubblicata da Musicboom, May 2, 2004

Da qualche parte tra il folk britannico ed i cantastorie qualcuno deve aver dimenticato i Faun Fables. Dawn McCarthy e la sua voce: un coacervo di sensazioni da cui imparare il peso specifico dei sogni, da cui estrarre la poesia per farne una musica malata di una teatralità sana e pregna di uno spirito narrativo a tratti lugubre e gioviale come la vita. La stessa che scaturisce dal flauto di Joshua ed i suoi giochi di luce sonora filtrata attraverso l’infanzia ed i suoi occhi increduli dinanzi al mondo.

Paradossalmente sono delle voci di bambini italiani al ritorno da scuola a fare da intro al CD – pochi secondi per dare una mano di bianco su cui intessere le melodie percorse qui e là dal flauto traverso di Nils Frykdahlin (la mente dietro Charming Hostess e Idiot Flesh) in Eyes Of A Bird. Sembra di ripescare nella tradizione progressive rock svedese, nell’elemento naturale da cui proviene la voce di Dawn prima di svanire di nuovo per riemergere in quel sogno tribale che riveste la fine della canzone. Parlavamo di folk, della radice della musica europea che vedeva nei cantastorie di paese, gli inventori di racconti in musica, intrecciare i due ambiti fino a farli svanire l’uno nell’altro; forse il vero motivo per cui il folk non esiste più avendo lasciato solo la memoria dell’uno o dell’altro elemento ma quasi mai le due entità insieme.

Faun Fables prova a resuscitare queste vecchie sensazioni in A Mother And A Piano ma non può fare altro che arrendersi alla poesia delle vecchie filastrocche da fuochi propiziatori, dimensioni occulte di esistenze scandite dalle lune, dalle stelle e dal vento a cui, volendo, può essere avvicinata la voce non bella ma armoniosa e pulsante di Preview, o di Fear March, in cui le fiamme del sabba si materializzano spinte alla vita dallo sbattere di pentole, dal rullante e dal suono di una tuba di fortuna. Peccato che tutto questo sia finito, che la musica non esista piu’ che per se stessa e non per quel che rappresenta come nel passato quando una storia come quella di Nop Of Time avrebbe lasciato il pubblico con la bocca chiusa e il cervello in moto.

Oggi per uno stesso effetto non serve pagare perché l’effetto e’ svanito con la musica lasciando le briciole delle sensazioni, dello spirito leggero delle vibrazioni sonore. Forse un brano come Old And Light e’ giusto che sia alla fine a ricordarci i bambini, ad evocarli con un cantato che proviene da lontano, troppo distante dalle nostre logiche e pericolosamente vicino alle anime innocenti che svanendo, all’improvviso, richiama.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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