Relapsed — Into a former state
Pubblicata da Kronic, Oct. 19, 2006 → vai all'originale
Alzi la mano chi conosceva i Relapsed prima d’ora. Ne alzi un’altra chi aveva bisogno di una band di sanissimo hard rock anni ’80. Ammetto di aspettarmi l’indifferenza piú totale ma non riesco a non voler male ad un gruppo di quasi-quarantenni che si aggrappa agli ultimi vincoli che legano il nuovo millennio con i Whitesnake, gli Accept e gli Scorpion come non li ricordiamo quasi piú. “Into a former state” e’ un gran bel disco da cui non ci si deve aspettare molto e su cui e’ lecito adagiarsi con lo sfondo occupato da altre faccende.
Giá perché tracce come “Welcome to my life”, “Undone”, “Broken” hanno sí un piglio hard simpatico, pulito e scorrevole, ma é pur vero che in alcuni momenti c’e’ un’apologia di progressive che affiora negli arrangiamenti abbelliti qui e lá da inserti di tastiere o riff che girano su loro stessi come in un loop in un modo mai banale o fine a se stesso. Sono passati oramai 11 anni dal debutto della band del Colorado che, sotto il nome Caught In The Act, usciva nel 1995 con un disco intitolato, neanche a farlo apposta, “Relapsed”. Anche lí i riferimenti al rock duro erano piú che mai vivi e le cose sembravano andare per il verso giusto finche’ un giorno furono costretti al cambio di monicker da una band di dance e I Nostri decisero di farsi chiamare Guild Of Ages. All’atto dell’immancabile reunion nel 2003 parve loro cosa giusta chiamarsi come l’album di debutto e riportare in auge un sound che, in veritá, non ha mai smesso di bruciare sotto la cenere.
In conclusione non credo ci saranno molti album migliori di questo genere da qui alla fine dell’anno e quindi mi sento di consigliare “Into a former state” a chi e’ nato troppo tardi (beato lui) per vedere alcune stelle cadere e vuole ora colmare una lacuna pur scegliendo una band dal sound intrigante e sensuale come non ne fanno piú.
Alex Franquelli
8 months, 3 weeks ago