Deflore — Human Indu[b]strial
Pubblicata da Kronic, May 16, 2006 → vai all'originale
L’industrial piú umano deve ancora nascere e ció che abbiamo di piú vicino ad esso e’ qualcosa dei Mogwai masticato da una “catena di smontaggio” nel vecchio mattatoio di Roma. Il sound dei Deflore dunque non si discosta molto da queste coordinate ma se lo fa potete star tranquilli che si adopera per far male.
Una volta intrapreso il loop giusto tutto quello che il duo romano (Christian Ceccarelli ed Emiliano Di Lodovico) si permette di fare e’ metterlo al servizio della sensazione di clausura di brani come “More Gods Than Devils” o “La Settima Industria” in cui la vicinanza coi padrini Prong o Young Gods e Godflesh e’ tanto viva quanto pulsante nelle semplicissime linee di chitarra ed in una sezione meccanica tagliente e fredda. La “b” nella parola “Industrial”, cosí come le ritroviamo nel titolo, non puó che far riferimento ad una micro-svolta del duo che delega ora piú che mai al basso le azioni piú meramente vitali all’interno del brano (“Subsound Corporation” o, appunto, “Lexodub”). Ci si affaccia ai confini del trip-hop senza mettervi comunque mai piede forse a causa di una totale assenza di forma-canzone che toglierebbe cosí spazio all’ideale colonna sonora in cui i Deflore sembrano ora impegnarsi.
Non un disco semplice (la noia potrebbe cullare l’ascoltatore meno preparato giá dopo due tracce) ma nessuno si aspettava di poter ambire a facili sensazioni con “Human Indu[b]strial” in sottofondo. Ció che latita e’ la diversificazione, il climax e la sorpresa che, va detto, in un disco cosí limerebbero via il feeling claustrofobico di cui sopra rendendolo perfettamente inutile ed un esercizio di stile superfluo e dannoso. Un buon disco a mio parere che ha visto la luce negli studi della Finnvox a Helsinki da Mika Jussila (Nightwish, Children Of Bodom, Kalmah e Impaled Nazarene tra gli altri) in cui si sente che c’e’ lo spunto per fare il salto definitivo ma a cui mancano i brani che di solito compongono un album. Dolcemente, meccanicamente e follemente inascoltabile.
Alex Franquelli
8 months, 3 weeks ago