NonMiPiaceIlCirco! — Hust a bunch of unresolved cases

Pubblicata da NerdsAttack!, June 19, 2010 → vai all'originale

Non sono molte le informazioni a nostra disposizione e ciò è un bene in quanto le cartelle-stampa che di solito accompagnano un album sono piene di bugie; quelle che accompagnano i buoni album sono grottesche. La burocrazia prima di tutto, dunque. NonMiPiaceIlCirco! sembra essere un progetto solista facente capo a Matteo Preabianca, il quale sembra essere un bravo ragazzo che con la musica ci sa fare e pare anche che dalla sua abbia più di una collaborazione con artisti italiani e non.

Le informazioni forniteci lasciano dunque libero spazio alla fantasia ed è questo un invito che non ci facciamo ripetere, avendo le nostre esistenze ben poco tempo per i voli pindarici. ‘Just A Bunch Of Unresolved Cases’ è un buon album. Così buono che sarebbe da consigliare al prossimo nostro senza vergogna o paura di fare brutta figura. Questo perché gli arrangiamenti sono ottimi e sviluppano soluzioni sonore dalle molteplici sfaccettature. Si va dal rock cantautoriale al pop intimista passando per soluzioni pseudo-avanguardiste che tali erano 20 anni fa ma che oggi riflettono lo stato di completa stagnazione in cui versa un certo tipo di musica d’autore. 20 anni fa, abbiamo detto, ed era proprio quello il periodo in cui capolavori come ‘Alchemy: an index of possibilities’ o ‘Secrets Of The Beehive’ uscivano e aprivano nuove strade attraverso un uomo, David Sylvian, che ebbe il solo compito di dargli voce, di trasferire sentimenti in musica. Un uomo semplice, il buon David, perché semplici erano le sue e le nostre sensazioni.

Non me ne voglia NonMiPiaceIlCirco! se penso che se quest’album fosse uscito 5 lustri orsono sarebbe stato un capolavoro, se penso che l’inglese con cui è cantato ha una pronuncia scuola-Battiato e se credo fortemente che nella musica l’ispirazione sia tutto se a filtrarla c’è una personalità forte e coi piedi ben piantati per terra. Matteo Preabianca deve essere una persona interessante perché le cose migliori del disco le sviluppa proprio quando rimane in ambiti privi di salamelecchi, trovate semplici ma di effetto come in ‘Step By Step, Side By Side’ o quando si rifugia in soluzioni che partono dall’improvvisazione (la splendida ‘Like Dying’) per finire nella vera sperimentazione e non nell’autocompiacimento.

Ci piace il NonMiPiaceIlCirco! perché sotto quella pellaccia di uomo padano batte un cuore dall’attitudine blues che fatica a far sentire il proprio battito e paradossalmente è proprio alzando il volume che riuscirà a non coprirne il pulsare.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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