Tortoise — It's all around you
Pubblicata da Musicboom, April 22, 2004
Il jazz-rock tenta di reinventare se stesso e lo fa con la classe assoluta dei Tortoise. Cosa c’e’ di più rivoluzionario oggi di una band che sa trattare la materia musicale con l’eleganza e la leggerezza di chi gioca senza regole e riesce a plasmare musica viva e sublime allo stesso tempo, di chi reinventa la melodia uscendo dai contesti nevralgici della logica normale e grigia dell’eterno gioco dell’arte ?
Nessuno vi chiederà mai di perdervi e abbandonandovi nel mezzo delle trame di It’s All Around You se non lo vorrete e nessuno mai vi costringerà a chiudere gli occhi mentre una combinazione crescente di atmosfere vive si muoverà intorno a voi disegnando i vostri sogni al battito discreto del ritmo di Crest. Ed e’ un gran peccato. Regalatevi un’emozione ed ascoltate questa traccia in qualsiasi modo possibile e capirete che, in fondo, quello che vi sta attorno non e’ poi uno schifo assoluto di mondo.
Cio’ che vi sta attorno e’ infatti, paradossalmente, il centro della musica della band di Chicago con tutto quello che una frase così può comportare; un abbandono assoluto alle sensazioni prevaricando i generi quasi fossero pallidi steccati da abbattere col pensiero e l’inventiva. Le dinamiche scorrono susseguendosi l’una con l’altra in un processo sonoro dal tratto distintivo e caratterizzante proprio di gente che ha preso il meglio dagli Slint (e da David Pajo) immergendone il groove nel jazz salvo poi aggiungerne delle note minimali di rock e fusion mai fini a se stesse e stranamente mai banali o di maniera.
I Tortoise nascono con Doug McCombs e John Herndon nel 1990 e la loro e’ una carriera in continua ascesa creativa culminante nel 1998 col gia’ citato TNT ed un seguito di pubblico che fa della band un fenomeno di culto forse ben più dei defunti June Of 44 o Gastr Del Sol forse proprio a causa di quell’impronta creativa dall’impatto indefinito e sfuggente come le strutture mai banali delle canzoni. Nel 2004 possono regalarsi una perla come The Lithium Stiffs la cui particolarissima struttura ritmica dirada le dinamiche di cui sopra per offrire il campo alla presenza onirica della voce di Kelly Hogan che ne unisce gli spazi diluiti della materia sonora per formare una melodia continua ed avvolta nel suo plasma etereo e fluido.
Crest, dicevamo, e’ forse il brano più bello di tutto il CD. E’ un piccolo capolavoro che tradisce la voglia mai celata dei Tortoise di cimentarsi in una colonna sonora che forse ne limiterebbe il raggio d’azione ma che di sicuro darebbe loro modo di andare oltre l’immaginazione penetrando le armonie grafiche di linee morbide di quella che, al momento, sembra essere la naturale appendice delle sonorità della band: l’architettura. Le geometrie si fanno musica e viceversa come in una struttura di Alvar Aalto, la cui propensione per il vuoto estetico e’ tradotta in un silenzio quasi sussurrato dalla dilatazione dei suoni di Unknown in cui la matematica delle vibrazioni aiuta a descrivere le armonie visive dell’immagine di copertina, in cui il contesto naturale trova il suo seguito nell’artificio di uno schermo che rappresenta il cielo sullo sfondo del cielo stesso.
Da questa traccia in poi il CD prende una piega “rumorista” nel senso più dolce del termine e si insinua nei meandri dell’induzione e non più della rappresentazione. Già con Dot/Eye infatti e’ l’ascoltatore stesso a dover sviluppare un contesto e non la band o la sua musica e cio’ che essa suscita. Solo la successiva On The Chin lambisce di nuovo il territorio di inizio opera dilungandosi in un tema dettato dalla chitarra e da un fraseggio quasi banale. Ma e’ solo una pausa perché si torna a sognare in ambiti rarefatti con By Dawn, Five Too Many e la finale Salt The Skies. In conclusione i Tortoise sanciscono il raggiungimento di un apice creativo difficile da raggiungere se non attraverso l’artificio di classe (l’IKEA contro Aalto…) e solo in un tempo indeterminato. E quando avverrà sarà comunque troppo tardi perché il combo di Chicago l’avrà comunque già fatto qualsiasi cosa esso sia.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago