Underdog — Keine psychoterapie
Pubblicata da NerdsAttack!, March 3, 2009 → vai all'originale
Roma non è il centro del mondo. Lo era, forse non lo sarà mai più ma di sicuro al giorno d’oggi i suoi confini si fermano al Grande Raccordo Anulare. Le luci viste dal Tuscolo sono racchiuse all’interno di una cinta muraria invisibile che non protegge ma cinge quei piccoli fuochi elettrici in un assedio maligno che finisce per soffocare del tutto il presente e le sue diramazioni artistiche. Gli Underdog il muro non lo vedono o fanno finta di non accorgersi del fatto che non dovrebbero giocare coi suoni a quel modo poiché rischiano seriamente di costruire qualcosa di dolcemente sbagliato.
D’altronde quando metti insieme la drammaticità elegante del primo Nick Cave con le metriche fuorvianti di un jazz così nudo e improvvisato come in ‘Mr Condom’ non puoi che rischiare di fare una brutta figura. Eppure gli Underdog ne escono alla grande tenuti per mano dalla voce ora leggera, ora molto meno, di Barbara Wisniewska o, a volte, si salvano letteralmente trascinati via dalle percussioni di ‘Doppelpersönlichkeit’: brano in cui l’improvvisazione non usa mezzi termini e lascia che il fraseggio convulso maturi in un vocalizzo che trova il suo respiro dalle parti di uno spicchio d’America in un tempo lontano da qua e da noi.
La nota di disturbo è la voce di Diego Pandiscia che ricorda a tratti lo scat di Todd Smith dei Dog Fashion Disco o la demenziale genialità dei sempre presenti Primus. Confusione ? No. Semplice delirio sonico, schizofrenia compositiva e anarchia metrica che fanno di ‘Keine Psychoterapie’ un album assolutamente da evitare se si preferisce mischiare poco le carte puntando solo sulle sicurezze strutturali, sulle “giuste dimensioni” e il “giusto mezzo”. Un album da lasciar scorrere cercando di non interpretarlo al primo ascolto permettendogli di maturare ad occhi chiusi semplicemente avvelenando il gusto e la ragione lasciando che, per una volta almeno, sia l’inconscio a decidere quando e se riaprire gli occhi per davvero.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago