Warrior Soul — “Last Decade Dead Century”, “Drugs, God & the New Republic”, “Salutations from the Ghetto Nation”, “Chill Pill”, “Space Age Cowboys”
Pubblicata da Kronic, July 31, 2006 → vai all'originale
Si comincia sul finire degli anni 80, il periodo delle riviste hard rock ben poco patinate che annunciano l’ennesimo scioglimento dei Guns ‘n Roses, furenti dibattiti su cosa sia metal e cosa non abbia il privilegio di esserlo, la “rabbia contro la macchina” e’ un videogioco in cui un branco di bulli prende a sprangate una Mustang e quelli come me leggevano fiumi di interviste a band di cui, beata la triste consapevolezza degli anni andati, non avrebbero mai potuto ascoltare una nota. I Warrior Soul capitavano spesso sulle copertine di quei mensili che arrivavano in edicola solo col vento era a favore e solamente dopo molti anni avrei compreso che ci capitavano meritatamente.
“Last Decade Dead Century” usciva nel momento in cui Kory Clarke era al culmine della sua lotta politica e lo status di rock-band (con ció che ne consegue) veniva affibbiato a quattro ragazzotti di Detroit il cui primo album doveva aver colpito per bene la scena americana se la Geffen decide di puntare parecchio sui Warrior Soul ed il loro scapestrato leader. Gli sforzi economici non si traducono peró in un’attivitá promozionale degna di una multinazionale se, parole di Clarke, “era necessario alzare un polverone, attaccare gli Skid Row ed il loro frontman per i loro atteggiamenti omofobici, il Governo per la sua politica ambientale e la scena rock per la sua stupida staticitá”. Parole sante se non fosse che ció comporta una graduale segregazione della band ed un ostracismo evidentemente deleterio che finisce per avere un risultato totalmente opposto a quello prefissato.
La Geffen ci mette una pezza e spende $80.000 per il video di Hero ma proibendo al tempo stesso al buon Clarke di andare avanti coi suoi spoken words, le poesie e le proteste anti-governative. Pensereste che chiunque avrebbe preferito i dollari (e di verdoni i Warrior Soul ne avrebbero potuti vedere parecchi…) alla propria integritá ? Forse é cosí ma non per il buon Kory che si ritrova senza promozione e col terzo album in 3 anni ormai in uscita. La Geffen si limita a metterci il timbro col proprio logo e tanti saluti.
“Chill Pill” lo ricorderemo forse come l’album che chiude un capitolo con un tour auto finanziato che parte male e finisce peggio anche a causa dei problemi di droga di Mark Evans e John Ricco che decretano la fine della band e il ritorno di Kory Clarke a New York. Fine dei giochi ? Non proprio perché nel frattempo escono stralci di Warrior Soul su etichette indipendenti e la band si riforma in sordina per poi implodere del tutto alla fine del 1996.
La Escapi Music ristampa i primi 5 album dei Warrior Soul e l’impressione che se ne ha e’ che la band di Detroit abbia racchiuso in sé la confusione di un’epoca sull’orlo del grunge e dell’esplosione di internet e che quindi non ha potuto veramente comprendere la rabbia di un gruppo che ha deciso di spegnersi da solo con la stessa velocitá con la quale era venuto a noi. Rock stradaiolo al confine col blues, atmosfere cupe (“Jump For Joy”), impegno sociale (“Drugs, God and the New Republic”) che si frantumano sotto il peso dei sogni di un uomo a metá tra coerenza e confusione, idealismo e insofferenza. Tutto questo resiste 15 anni dopo e non muore ingiallito come le pagine di un periodico ad una sola dimensione entro cui qualcuno doveva sentirsi particolarmente stretto.
Alex Franquelli
8 months, 3 weeks ago