Type O Negative — Life is killing me

Pubblicata da Musicboom, Jan. 19, 2004

Forse mi sfugge il nesso. Non trovo un filo logico che leghi le ultime produzioni targate Type O Negative a quest’ultima release ma mi sembra di essere più soddisfatto che mai. Ascoltando Life Is Killing Me ho quasi l’impressione di ritrovare la band di Bloody Kisses, dove la musicalità sottile e oscura era portata avanti da quattro idee semplici ma efficaci, dritte ed inesorabili. Forse é proprio questo che é mancato ad October Rust e World Coming Down a discapito di un discorso fatto di leggerezza e voglia di scalare una classifica di vendite che, il più delle volte, (soprattutto quando una band ci si accosta non proprio agli albori come in questo caso) é sinonimo di fine artistica.

La maturità é un concetto astratto nella musica. A volte coincide con una voglia malcelata di monetizzare gli sforzi fatti nel corso di una carriera più o meno gloriosa – ed é per questo che nel caso dei TON. non parlerei infatti di maturità ma di evoluzione. La band é rinata tornando alle origini, dimenticando per un attimo di prendersi sul serio e mettendo da parte strutture simil-progressive che non gli appartengono neanche alla lontana. Brani come Less Than Zero, la title-track, Nettie e Todd's Ship Gods (Above All Things) riconciliano con il passato così come, a ben vedere, gran parte del CD. Il politically correct torna a restare al di fuori dalle lyrics seppur ben celato dietro ad un misantropismo troppo crudo per essere reale e pensante.

Testi come quello di I Like Goils hanno nell’odio nei confronti degli omosessuali un fulcro davvero poco geniale e critico per essere preso sul serio – facendo così il gioco di quanti trovano battute datate e stereotipate divertenti quanto innocue e, proprio per questo, ancora più atroci. Insomma: un disco che ha ben poco di innovativo ma che segna allo stesso tempo un’evoluzione sonora nel ritorno a quella che, forse, era la strada che i TON avrebbero dovuto seguire da tempo.

C’é chi su questo disco trovera’ i Beatles, chi i soliti Black Sabbath e chi si fermerà ai testi per giudicare una che, volenti o nolenti, é una della bands più longeve del metal moderno. Molta gente li scoprirà “scorgendoli” dal lato sbagliato di “(We Were) Electrocute” e resterà deluso dal resto non ritrovandovi la stessa leggerezza melodica “di confine”. Fino a qualche tempo fa i Type O Negative erano sull’orlo di un baratro. Un passo e sarebbero divenuti la caricatura di loro stessi; meglio dunque tornare indietro ed accontentarsi di quello che si ha. Se non é politically correctness questa…

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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