Marmaja — Marmaja

Pubblicata da Musicboom, July 2, 2004

Se ci sono due cose che non mancano a questo CD dei Mar Maja sono il colore ed il calore. L’uno ricorre nell’altro ed entrambi compensano una musicalità non esattamente originale ma semplice e naturale come quei complessi di provincia che lasciano sfumare il Credo politico nella musica, magari stereotipandola, ma rendendola comunque travolgente, appassionata e gustosa.

I Mar Maja arrivano dal profondo nord rovigino e propongono il nuovo lavoro appena due anni dopo l’uscita de Il Metro Dell'Età, opera in cui la band continuava il suo percorso all’interno del rock impegnato e devoto a Maestri come De Andrè, Paolo Conte e quell’amore mai nascosto per le sonorità gitane e dal sapore balcanico. L’apertura è affidata a La Mia Anima Vola A Sud e tutto lascia presagire che il resto delle tracce sarà il solito combat-rock padano dal risvolto politico ed intellettuale. Ed in effetti è così; solo che i Marmaja non annoiano neanche per un istante riuscendo a mantenere la linea dell’attenzione costantemente sopra la norma.

Le tematiche sono ben lontane dalla mania per gli slogan che ha ghettizzato e distrutto gruppi ben più noti del panorama nazionale e questo, in un contesto fortemente politicizzato e chiuso come quello del genere cui ascriviamo i Marmaja, non può che far onore alle idee espresse dalla voce incupita di Maurizio Zannato e dalla chitarra di Elia Mantovani. Gli ambiti rivisitati non si discostano molto dal sociale e, soprattutto in brani come 6 Marzo o È Naturale è palese la collocazione politica (se mai dovesse importare a chi ascolti della musica); ma chi ci fa caso ? Resta un bel CD che si perde forse nella retorica che, seppur in modo meno vistoso di altre uscite discografiche, lambisce l’intero svolgersi della vicenda non intaccandone comunque la bontà musicale.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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