Sunn O))) — Monoliths & Dimensions
Pubblicata da NerdsAttack!, May 30, 2009 → vai all'originale
Primario: che è il primo in una successione, in una serie ordinata. Ha in sè i meccanismi ed il principio fondante di qualcosa sebbene a volte manchi della sostanza evoluta, del concetto arricchito dall’esperienza e delle sue ragioni. Ciò che é primario non é necessariamente godibile dai fruitori del prodotto finito ma serpeggia ugualmente nei loro inconsci quando questi si trovano dinanzi a ciò che non riconoscono come legato all’elemento che normalmente amano e apprezzano. ‘Monoliths & Dimensions’, o dovremmo dire i Sunn O))), sono il “numero primo” del metal: la sua scomposizione aritmica, asimmetrica ad entità che basta a se stessa prevalentemente attraverso il rumore, fagocitando le sue stesse dinamiche e traendo ispirazione non dalle sue diramazioni ma dalle mancanze.
Di melodia, di struttura, di canoni e dinamismo. ‘Monoliths & Dimensions’ è una visione di John Cage attraverso gli occhi di Eyvind Kang in esperimenti come ‘Big Church’ in cui il coro di voci femminili (curate ed impreziosite dalla splendida voce di Jessica Kenney) è l’ethos terreno di un concetto dilatato, metafisico eppure violento avvolto sotto il velluto nero della voce di Attila Csihar (Mayhem). Come se ciò non bastasse, la chitarra di Dylan Carlson e i fiati di Steve Moore (Earth, ovviamente) riportano i Sunn O))) al principio, all’elemento da cui nacquero piccole gemme come ‘Black 1′ e il recente live ‘Dømkirke’.
Le metriche rallentano di nuovo in ‘Hunting & Gathering’, le pause scivolano tra affondi del già citato Carlson e Oren Ambarchi (anche lui !), mentre il cerchio aperto quasi 10 minuti prima si chiude al suono di un feedback che introduce la splendida, drammatica, ultima traccia. In ‘Alice’ (un tributo alla compianta Alice Coltrane) i tempi si fanno soffusi: il trombone di Julian Priester (collaborazioni con Sun Ra, Duke Ellington e Herbie Hancock e lo stesso John Coltrane - per chi non conosca l’uomo dell’Illinois) si erge tra gli sbalzi elettrici di O’Malley e Anderson e costruisce (si, stavolta affiora la struttura armonica negata fino ad ora) una melodia dapprima debole, flebile che col tempo sovrasta i riverberi accompagnata da un’arpa – strumento che si è vestito di avanguardia anche grazie alla compagna di Coltrane – lontana, evocativa, quasi spiritata. I Sunn 0))) producono una piccola meraviglia per pochi.
Se si avesse il tempo di ascoltare senza voler capire alla prima tornata ci si ritroverebbe tra le mani una piccola gemma. ‘Monoliths & Dimensions’ è un lavoro tragico, asfittico eppure godibilmente lacerato nel suo dolore universale.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago