Kleine, Christian — Real ghosts
Pubblicata da Musicboom, June 3, 2004
Ci vuole un attimo e sei subito dentro il mondo di Christian Kleine. Basta solo non pensare alle citazioni, logicamente riconducibili ad un contesto elettronico europeo, che travolgono quasi subito Home, in cui la leggerezza dei Royksopp abbraccia il sound lounge più smaccatamente ruffiano. Nulla però in confronto a Stations, in cui il basso prende le redini del micro-cosmo musicale in cui ci siamo addentrati stabilendo le coordinate visive di una proiezione il cui il contesto si apre ad una spazialità coordinata dalle scelte dei sintetizzatori che allargano il respiro del brano portandolo ad estremi melodici tanto cari a Vangelis prima e all’Orbital di In Sides poi.
Il CD è ricco di poesia scandita dai beats e da geometrie lente e mai troppo cupe (Like The Clouds, Like The Sky, Handsome Used) salvo poi sfociare del tutto inaspettatamente nel rock rumorista di Ghostwriting in cui la lezione dei SonicYouth massimalizza un feedback selvaggio ed aggraziato interrotto a tratti dalla quiete di un down-tempo astratto e profondo.
Chi volesse potrebbe risalire ad Aphex Twin in Handsome Used e non sbaglierebbe troppo, soprattutto dal momento che la citazione in questo caso è palese ma non passiva, costruttiva e non arrendevole, rispettosa e non di comodo. La dinamica musicale si muove tra riferimenti e idee come farebbe qualsiasi ottimo disco di lounge alle soglie del secondo lustro del nuovo millennio.
Christian Kleine si conferma come un ottimo elaboratore di intenzioni esoteriche e sensazioni familiari; un creatore di atmosfere che non partono quasi mai dal nulla ma che crescono con l’incedere dell’evoluzione sonora ed i suoi massimi sistemi. Un pò come chiunque si approcci all’elettronica dovrebbe fare. Dovrebbe.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago