Fantômas — Suspended animation

Pubblicata da Musicboom, May 14, 2005

Mike Patton non é un genio. Intendiamoci: l’unicitá delle strutture, dei richiami rumoristi, delle angolazioni stilistiche lo mantengono al di sopra del “gioco” musicale moderno, dei campionamenti involontari che intasano i crocevia musicali di ogni genere e specie. Mike Patton semplicemente segue il suo istinto e facendo ció conferisce purezza alla sua musica; un mezzo disincantato a cui non servono parole o impianti lirici che descrivano un momento, l’ispirazione asettica di una musicalitá di “maniera” vittima di un involontario calcolo e premeditazione. Patton segue semplicemente il flusso dei propri pensieri senza sforzarsi di analizzarli e ripulirli.

Sará forse per questa ragione che la musica di Suspended Animation (cosí come gran parte delle opere del Nostro) risente di un elemento infantile che circonda il flusso emotivo musicale dal principio alla fine rinnovando, se mai ce ne fosse bisogno, la caratteristica caotica di musica disintegrata e fuori da ogni contesto strutturale che si possa definire tale. In altre parole: se le 30 composizioni di Suspended Animation, che rappresentano i giorni di Aprile 2005, avessero un filo comune, un fattore univoco, Mike Patton avrebbe fallito tentando di stabilizzare un flusso d’idee che prendono spunto dalla musica come dal fumetto, dalla letteratura, dal cinema, dal sociale. La traccia che forse riassume nel miglior modo l’enfasi creativa di Suspended Animation é 04/10/05 Sunday: spunti elettronici degni di un Commodore 64, melodie alla Looney Tunes, rabbia hardcore frantumata dal rumore insidioso di sirene, ritmiche pesanti e cupe come in un circolo chiuso dalla necessitá stessa di fuggire dalla struttura-canzone come noi la conosciamo.

Il rumorismo, come logico, si presta alla descrizione di momenti e sentimenti come nessuna musica potrebbe arrivare a fare. I loop di Delirium Cordia scompaiono del tutto (pur essendo entrambi i dischi figli dello stesso periodo e della stessa sessione di registrazione) per arrivare ad una distesa musicale continua che si svolge tra isterismi grevi (04/15/05 Friday, 04/05/05 Tuesday) ed impennate teatrali (04/11/05 Monday) dal gusto cinematografico indubbiamente ormai tipico del sound dei Fantômas. Il basso di Trevor Dunn e la chitarra di Buzz Osborne sembrano perdersi nel marasma fantastico (in ogni accezione del termine) perdendo forma e vigore espressivo per ritrovarlo solo ed esclusivamente nell’insieme tenuto a galla dalla solita batteria di un Dave Lombardo in grande spolvero e vena. Forse dovrei dire che si va dalla rumoristica al math rock, dall’avanguardia jazz al death metal ed avrei compiuto il mio dovere. Invece Patton decide (ancora una volta) di andare oltre, di spezzare i legami con la musica per costruirne di nuovi e piú intriganti facendo leva sulla libertá d’interpretazione e costruzione sconfinando nell’astratto.

Le illustrazioni del calendario sono di Yoshimoto Nara e la scelta non poteva cadere su personaggio migliore avendo quest’ultimo il tratto infantile, giocoso e libero tipico delle creazioni di Patton e del suo super-gruppo, mentre l’ispirazione generale é palesemente riconducibile a Carl Stalling nel periodo della sua collaborazione con la Warner Bros. Da qualsiasi parte si guardi l’opera dell’estro di Mike Patton non si puó far altro che prendere atto del suo spirito violentemente fertile e vulcanico. Da qualsiasi parte si guardi Mike Patton possiamo essere certi di non vedere un genio: solo un essere dal talento immenso che riesce a tradurre la forma mentis in musica. E di questi tempi non é per nulla poco.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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