Vaux — There must be some way to stop them
Pubblicata da Kronic, March 1, 2004 → vai all'originale
A volte bastano 20 secondi netti per separare il silenzio da un flusso netto, pulito, di adrenalina e dai suoi effetti mai troppo desiderati, voluti e cercati come in una fredda domenica di Gennaio. A certa gente non bastano 20 anni per capire d’esistere e a volte mi chiedo che effetto avrebbe una scarica del genere su di essa; dove andrebbe a nascondersi e come farebbe per dimenticare. Non c’e’ nessun modo per fermarli e non vedo perché dovremmo – i Vaux sono qui per restare e sinceramente credo ci sia abbastanza spazio per loro in un mercato come quello musicale intasato da milioni di uscite inutili e dannose. All’ultimo Warped Tour hanno esaltato il pubblico ed ora escono con questo CD dall’impatto dirompente, diretto e tirato come un proiettile.
L’apertura e’ affidata a “Set It To Blow”: esplosioni alla At The Drive In incendiano da subito i solchi musicali martirizzandoli con una ritmica veloce, dinamica e semplicemente grandiosa. Al giorno d’oggi vi sembra poco ? Allora volate a “Fame” e vedrete la melodia dei Glassjaw prendere a calci un motivo semplicemente pop, mentre i Blood Brothers stanno a guardare ed approvano con un cenno della testa. Non bastano le prime 3 tracce per rendere un CD maledettamente grande ? Vi chiedete dove sia l’intimismo delle bands d’oltreoceano tipico di questi tempi ? Siete accontentati con “At Your Will” e le sue reminiscenze Deftones (“Change (In The House Of Flies” docet) ed un climax intenso ed appassionato che sembra non dover finire se non lasciando il passo alla successiva “Ride Out Bitch” – forse la track più sempliciotta del lotto. E così anche i meno esigenti di voi sono accontentati.
Cosa manca ? Niente; assolutamente nulla. L’Internazionale del punk ha quello che gli mancava, i patiti dell’emo sanno con cosa svegliarsi la mattina, gli orfani dell’old school ricordano l’infanzia ed io sono arrivato alla fine della recensione. Dimenticavo: un poco più di personalità non avrebbe rovinato l’ottima impressione generale per un semi-debutto (“There Must Be…” segue infatti l’EP “On Life; Living” uscito per la Volcom) violento quanto basta e fuori tempo massimo per inseguire una moda. Deve esserci un modo per fermarli; io preferisco che l’adrenalina continui con loro il suo viaggio.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago