Tintozenna — Tintozenna

Pubblicata da Musicboom, Sept. 30, 2004

Chissá se almeno loro conoscono il nome del Demone che ne ha preso la mano e li ha costretti a scrivere un brano come Esoterico. È quasi un mantra, un viaggio per la luna piú lontana sospinto dal battito percussivo di Gianko e Giampaolo che sorreggono una vocalitá grave, sofferta, cupa e soffocata dal giro di chitarra che sembra trovare le sue dinamiche piú oscure in un riff maledettamente semplice eppure perfetto.

I Tintozenna sono di Roma e lo sono ormai da piú di una manciata di anni. Hanno respirato l’underground della Capitale lasciandone fermentare la vitalitá e le idee elaborando una formula che sfugge ad ogni catalogazione effimera, pressapochista. Si va da un metal di matrice ibrida ad echi non troppo lontani di rock italiano di ferrettiana memoria in cui le fantasie dei testi aprono varchi onirici violenti ed improvvisi comunque ben sottolineati da un cantato quasi teatrale ed emotivamente coinvolto. Fermati ! è forse la traccia che risente maggiormente di un’influenza dai tratti che riconducono ai primi Red Hot Chili Peppers, alle sintonie deviate degli Helmet pre-Betty ed a quella voglia mal celata di percussioni asimmetriche, tribali ed emotivamente contorte.

Il basso è comunque lo strumento che piú di ogni altro costituisce l’asse portante del sound, di una ricerca spontanea che, se da una parte riporta di nuovo alla band di Les Claypool, dall’altra apre nuove strade alla chitarra essenziale e libera di Maurizio come accade in Non é Colpa Mia; la traccia che forse piú di ogni altra racchiude la rabbia che serpeggia lungo il pentagramma della band romana. Il CD si chiude con una cover impeccabile di Shock In My Town del sempiterno Battiato ed una traccia video che ritrae i Tintozenna dal vivo.

L’EP anticipa l’uscita di un lavoro che si preannuncia nuovo, fresco e fortemente evoluto ed in cui gli assiomi da “rock italiano” vengono capovolti e pericolosamente spinti oltre la cortina melodica dietro cui la maggior parte delle band sembrano trincerarsi. Ogni volta che approccio lavori del genere mi viene da pensare che forse nulla è ancora perduto. Poi accendo la radio e tutto svanisce di nuovo.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

blog comments powered by Disqus