Thyrane — Travesty Of Heavenly Essence
Pubblicata da Kronic, May 10, 2006 → vai all'originale
Ad un tipo all’antica come il sottoscritto risulta sempre un pó sospetto il cambio di rotta di una band che nel giro di una manciata di album incontra diversi generi senza eccellere in nessuno di essi. Peggio ancora se la “rivoluzione” e’ in realtá un ritorno alle origini come nel caso dei Thyrane. Non sono passati neanche due anni dal precedente “Hypnotic”, che trovammo infarcito di elettronica da plasticoni del venerdí sera, ed ecco che la band scandinava ci riprova con un brusco ritorno alle radici; ad un black metal che eleva ad una potenza sinfonica certamente lontana dai fasti dei Dimmu Borgir ma che é reso di sicuro simile negli arrangiamenti e nei principi creativi alle osmosi tecniche del combo norvegese. La pulizia sonora e l’assoluta precisione nell’esecuzione fanno sempre e comunque da contraltare ad una carenza in termini di emotivitá e purtroppo a “Travesty of Heavenly Essence” non viene risparmiato neppure questo luogo comune.
Le certezze peró, si sa, sono fatte per essere contraddette ed é cosí che escono fuori degli spunti alla Hypocrisy (“Parasites Of Submission”) e momenti dall’intensitá devastante (Divinity Under Will) in cui sembra che i Mayhem abbiano preso il comando della nave lanciandola verso la fine del mondo. Troppi nomi, troppa carne al fuoco ? Forse. Ma coi tempi che corrono e con le scelte che il mercato ci propone e’ sempre bene farsi un’idea (anche istintiva) di chi riesca a fare un sunto migliore delle idee in circolazione. I Thyrane riescono nell’impresa sfornando un disco che, resti ben chiaro, non fa gridare al miracolo ma che restituisce comunquefiducia ad un mercato come quello “estremo” che inizia ad accumulare copiose tonnellate di spazzatura che attende un sisma artistico di cui, finora, non s’intuisce la venuta ma che non puó essere troppo lontano.
Il movimento tellurico non ce lo regalano i Thyrane ma non so fargliene una colpa: “Travesty…” e’ un ottimo disco deviato e malato quanto basta ma che non sa andare oltre l’emozione perfetta di un insieme apprezzabile ma non eccelso. Avessi tempo da perdere mi metterei ad aspettare la loro prossima uscita. Perche’ hai visto mai riescano a sbarazzarsi dei nomi a cui fa un chiaro riferimento il disco per essere finalmente solo ed esclusivamente loro stessi…
Alex Franquelli
8 months, 3 weeks ago