Malevolent Creation — Warkult

Pubblicata da Musicboom, July 8, 2004

Lasciatemi sognare: in un mondo perfetto la guerra sarebbe la fine di tutti i mali, l’espediente estremo per rinnovare, chiudere una porta per aprirne un’altra di gaudioso splendore. In un mondo perfetto la guerra sarebbe l’atto pratico dell’arte che distrugge l’arte stessa donandole fisicità. In un mondo perfetto andremmo alla guerra ascoltando Warkult e spereremmo che il terrore non finisse mai, mentre invece il nostro mondo è tristemente imperfetto e da queste parti la guerra è tragedia e distruzione per creare appalti, concessioni, potere, mafia. I Malevolent Creation toccano il loro apice con un lavoro di assoluta potenza distruttrice in cui non ci sono influenze (oddio; qui e lì affiorano i Morbid Angel ma ciò è assolutamente un bene) o citazioni di sorta. Warkult è un disco assolutamente “loro” il cui intento è di annichilire il passato, la concorrenza per il dominio globale della ferocia sulla scia del predecessore The Will To Kill sgretolando comunque ogni tentativo di compromessi o dilatazioni ritmiche della band di Phil Fasciana.

Il risultato è nei 45 minuti di questo disco assolutamente devastante e diretto, come ai tempi di Retribution, che non ha bisogno di introduzioni, riferimenti o sotterfugi: si tratta di death metal, di quello vero, perchè no, “d’autore” che non ha mai abbandonato il mercato continuando a respirare sotto la cenere con gente come Hypocrisy, Obituary e, appunto, Morbid Angel; gente che ha saputo reinventarsi restando fedele non ad un genere (sarebbe stupido e riduttivo) bensì ad un’attitudine. I punk hanno la loro, chi vive di hip- hop ha la sua e chi si accontenta (godendo pochissimo) con quello che passa il convento cerca una sua identità nella retorica dei sentimenti a buon mercato. Il death metal ha dalla sua uno spirito indomito e silenzioso che gli ha permesso la sopravvivenza proprio perchè non è facilmente “vendibile” (inutile negarlo: il punk e l’hip-hop muovono parecchi capitali) e non interessa a nessuno investire per cercare di promuovere un genere di grugniti, doppie casse e riff strazianti.

Dio però che gioia nel sentire i Malevolent Creation tornare a pestare le pelli come una volta: come quando l’inflazione delle proposte (tempo prima dell’avvento del supplizio mass-mediologico) si manifestava in una manciata di full-lenghts ogni due mesi ed il passaparola ti rendeva parte di un giro iniziato da qualche parte in Florida e finito a casa tua a Centocelle. Warkult è l’esatta apologia del metal estremo con esattamente tutti i luoghi comuni del caso e la rabbia che ne deriva. Si può amare la cadenza mortale di Captured così come la velocità di Merciless ma il concetto non cambia: i Malevolent Creation esprimono al meglio un genere, la sua storia e le sue evoluzioni non pagando tributi, non salutando o ringraziando nessuno proprio perchè sono parte integrante del mondo che hanno contribuito a creare da venti anni a questa parte. Senza che il tempo abbia sfocato l’immagine blasfema di quasi due decadi d’onorata carriera.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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