Neo — Water resistance

Pubblicata da NerdsAttack!, June 12, 2009 → vai all'originale

Prendi una buona melodia. La rovesci. La scomponi. La riassembli a mente fredda mentre ascolti John Coltrane. La riporti nella sua direzione naturale (che nel frattempo hai dimenticato quale fosse) e aspetti che maturi sullo strumento prima che nel tuo cervello. Il resto è: coincidenze, stranezze, distonia e attitudine. I Neo non inventano nulla e sarebbero degli ipocriti (logicamente non possono esserlo dal momento che l’ipocrita non crea ma nasconde) se pensassero il contrario ma sanno distruggere benissimo anche così. Dall’ingresso del sax tenore di Carlo Conti nel 2001 (con conseguente dipartita delle 4 corde di Fabrizio Giovampietro) è una continua rincorsa alle divagazioni rumoristiche del jazz, alle appendici più volutamente geometriche del blues del delta (ovvio il riferimento a quest’ultimo in tracce come ‘New Orleans’ o ‘Come Trasformare il divertimento in Tragedia’) e al categorico rifiuto nei confronti della logica melodica e dei suoi tanti figli mainstream. ‘Water Resistance’ cita e lo fa con classe.

Ammicca a John Zorn mentre calpesta Frank Zappa, scinde il suono dall’arrangiamento (’Pensieri e Riflessioni sull’Ottimismo’) e non perde di vista la componente punk che contribuisce a rendere spigoloso un suono già di per sè anarchico e nichilista. La chitarra di Manlio Maresca (autore di tutte le tracce) fagocita gli spazi lasciati liberi dalla batteria non adattandosi agli stessi ma espandendoli come farebbe uno John Scofield che avesse dimenticato come suonare il jazz. Il sax a questo punto diviene l’opposto indispensabile a tenere in piedi un equilibrio armonico precario e proprio per questo eccitante.

La verità è che non c’è un solo Neo ma ce ne sono diversi e tutti convivono nell’ora scarsa di un album che porterà il trio molto presto a spasso per l’Europa per evidenziare, come se ce ne fosse ancora bisogno, quanto la scena musicale avanguardista italiana non conosca molti rivali nel vecchio continente. Il problema è tutto (ed è tanto) quello che c’è sopra. Che non rovescia, scompone, riassembla e ridireziona ma galleggia e si riproduce, si scinde e continua a fluttuare riproducendosi. Dividendosi…

Alex Franquelli
6 months ago

blog comments powered by Disqus