Yeah Yeah Yeahs, The — @ Astoria, London (UK)
Pubblicata da NerdsAttack!, March 4, 2003
Non ne è passato troppo di tempo dall’esordio nei nostri stereo della New Wave Of Global Rock 'N' Roll che e’ gia’ tempo di tirare le somme. Mi trovo forse nel posto giusto al momento giusto avendo avuto la fortuna di essere stasera all’Astoria (Londra, UK) per rendermi conto a che punto siamo.
E’ il turno degli Yeah Yeah Yeahs, band newyorchese che vanta performances di spalla a gentaglia come The White Stripes e The Strokes nella Grande Mela. Tornano nel Vecchio Continente da headliners in seguito ad un interesse suscitato nel pubblico mondiale piu’ forse a causa di un atteggiamento rock-punk canonico quanto affascinante che per la musica finora proposta. Occorre ammettere che la cantante Karen O e’ quanto di meglio un certo tipo di rock stradaiolo abbia partorito da Patti Smith in poi (fatte poche eccezioni, ovvio) avendo dalla sua quel particolare carisma urbano che ne ha fatto un’iconcina punk a tutto tondo. L’Astoria e’ gremito fin quasi al limite della capienza in un coacervo di razze, lingue e atteggiamenti che fanno si’ che Londra sia davvero il posto migliore al mondo dove esibirsi dinanzi ad un audience eterogeneo o compatto nella sua diversita’ obliqua.
I Nostri non conoscono preludi, intermezzi o antipasti vari. Si parte subito con l’apertura dell’ultimo (bellissimo !) "Fever To Tell" ed e’ proprio con la rabbia garage rock di "Rich" che il pubblico si scatena in quello che sembra un modo educato e critico di pogare. Ci si spinge con lo sguardo rivolto, comunque, verso il palco. Non chiedetemi se e’ una moda nata da queste parti ma a me sembra il giusto compromesso tra il divertimento fine a se stesso e l’ascolto. Il trio e’ semplicemente devastante nella sua semplice forma di impattare sulle menti degli astanti. Non inventano nulla ma lo fanno in maniera divina e troppo splendida per essere studiata. Le songs si alternano fino all’apice del climax con "A Date With The Night" che ne ha fatto un caso nella fin troppo larga cerchia di critici americani.
C’e’ un po’ di tutto: dai Rolling Stones (The Strokes) ai Sex Pistols (The Hives) ai mai troppo osannati The Kills. Una sana dose di sensualita’ e’ poi garantita dalla singer che si candida fin da ora come nuova icona sexy del rock. Il problema e’ quanto dureranno. In un’epoca che brucerebbe I Beatles nell’arco di due album e un triennio forse gli Yeah Yeah Yeahs potranno vedere la fine del primo lustro di questo millennio ma di sicuro faranno in tempo a lasciare un segno seppur labile e poco originale. "Cold Light", "Black Tongue" e "No No No" chiudono un cerchio sonico da brividi e l’impressione e’ davvero che i 3 ragazzi facciano fatica a contenere il proprio entusiasmo.
Mentre l’esibizione prende la sua eccitante via verso la fine con un muro di feedback del buon Nick Zinner (a me e’ sembrato sporco e delizioso al punto giusto) ho l’impressione che stasera l’esame non abbia avuto luogo ma che abbia preferito lasciare il passo ad una divertente serata con una band che deve sicuramente maturare e smussare quanto di eccessivo e "già’ visto" abbia saputo proporre. Ve li consiglio vivamente dal vivo anche in funzione del fatto che, visti i tempi, potreste vederli una sola volta.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago