IV Luna — Qube, Rome (Italy)
Pubblicata da Musicboom, Dec. 25, 2003
Non li avevo mai ascoltati prima d’ora. Forse un’attenzione distratta su qualche radio privata romana, forse li avevo sentiti senza dare un peso specifico a quello che assimilavo, ma mai prima di oggi posso dire di averli incontrati musicalmente. Stasera in occasione di un mio ritorno nella Capitale mi é sembrato doveroso prestare ascolto a qualcosa di più di una semplice band locale o uno di quei lampi ai quali ci ha abituati l’underground romano.
I IV Luna sono molto più di un nome e ciò lo noti non appena ti avvicini al palco e ti perdi tra magliette, cappellini ed amenità varie su cui il loro monicker campeggia luminoso. L’atmosfera di un giovedì rilassato ci ricorda che, dopotutto, é Natale ma l’orgia di famiglie e colesterolo sembra lontana e così diametralmente opposta alle precise dinamiche di un gioco di colori cupi, dolci e violenti come la musica del quartetto. Incuriosito dalla mia stessa attesa mi immergo tra le vibrazioni sonore e mi ritrovo spaesato subito dopo l’inizio nel brano che dà il nome all’ultima uscita discografica.
D’Incanto inizia dove finiscono le certezze del prog moderno. Il Banco Del Mutuo Soccorso di Darwin! sembra prendere vita nel refrain (soprattutto) vocale e percorre silenzioso l’intera produzione recente dei IV Luna; laddove il metal lascia spazio a geometrie maggiormente legate alle dinamiche melodiche, non trascurando certamente un retaggio che sembra essere nel DNA della struttura sonora e del suo divenire – il tutto all’interno di uno spazio astratto di atmosfere anguste disegnate dall’impatto sonoro. Con Dictator Media si conferma una svolta nell’ambito della quale i suoni si sono fatti sì più intensi, i flussi rallentati e le cadenze pesanti, ma colpisce la conferma di un sound più diretto e genuino seppur amalgamato seguendo i dettami di cui sopra: cosa che comunque è riuscita in maniera pregevole al gruppo.
L’impatto live é assolutamente devastante e sognante. Sembrerebbe anzi che l’intera performance rimbalzi tra un caos ordinato ed atmosfere oniriche sulle quali la musica vibra incosciente, martellata da una sezione ritmica puntuale ed efficace quanto asciutta e priva di esagerazioni di sorta. Per il resto si va dalla dolcissima Favole (sfiorata da un bellissimo – ed emozionato – flauto), all’aggressività’ di Allucinazioni tornando alla fantastica (anche solo nella sua accezione letterale) A Piedi Nudi.
Essenzialmente statici, i 4 riescono a sprigionare un’energia intensa e viva percorrendo la scaletta imbottita (e non ne capisco il perché !) di cover. La prima che riconosco è “To Live Is To Die” (Metallica), si prosegue con “Unita’ Di Produzione” (C.S.I.) e “Symptom Of The Universe” (Black Sabbath). Non ne afferro il significato se non fosse che l’aria sembra essere più quella di una festa che non di un concerto vero e proprio. Il Qube e’ potenzialmente un bel locale ma ha il triste potere di risultare freddo e dispersivo se l’affluenza non é massiccia come nelle sue potenzialità. Forse per questo motivo l’atmosfera sembra stringersi come un cerchio intorno alla band e con “Born To Raise Hell” ed “Ace Of Spades” mette il sigillo su quello che più che altro si é rivelato un happening tra amici per presentare l’ultimo CD e dove forse un live-report risulta inappropriato e fuori luogo come il pretendere di giudicare un momento privato dandogli un voto.
In conclusione un’ottima realtà romana che continua la tradizione progressive della Capitale traendo forse ispirazione dal suo passato ma rinnovandosi in continuazione con gli occhi puntati al futuro. Laggiù, chissà, una IV Luna non riuscirà a farsi scorgere nei posti che contano davvero. E per questo restiamo pazientemente vivi e fiduciosi con lo sguardo perplesso rivolto irrimediabilmente all’insù.
Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago