Cathedral — @ Underworld, London (UK)

Pubblicata da Musicboom, Aug. 7, 2004

Nell’isola dei Demoni non c’è piú spazio per quel ragazzino magro e curvo sul suo broncio da rinnegato, i capelli sempre piú lunghi del giusto ed i pensieri scanditi dal rintocco delle campane a morto. Quel ragazzino tiró fuori dalla sua rabbia un tomo epico al quale diede un titolo introverso che faceva riferimento ad uno strano equilibrio in una strana foresta dilatata nel tempo ed impreziosita da lacrime d’ebano, funerali nella nebbia e strani sacrifici sferzati da un vento gelido e profumato di morte. Il tempo passa, gli anni corrono, io invecchio, mi faccio una posizione, mentre lui lo rivedo quasi 15 anni piú tardi su di un palco polveroso e minuscolo che quasi ingoia il microfono, si inginocchia spalle al pubblico ed invoca la Fine: l’inizio del Sabba.

Una band, 4 fonti di energia. Infiniti pensieri ora premono le pareti delle nostre menti nello stesso istante in cui l’ex-ragazzino sembra scorgere una presenza al di lá delle luci contingenti di quella creazione patetica, sublime e grottesca che è l’esibizione dal vivo.

I suoi compari lo assecondano, ne reggono il gioco e ne rendono vitale lo spirito. L’atmosfera infernale è talmente seria da eccitare un sorriso, un cenno accattivante della testa, del corpo, del cuore e di quella parte di noi che accoglie la memoria di anni belli (sono tutti belli: sono finiti) in cui quella sottospecie di sciamano da mercatino ha spinto il pensiero oltre la realtá e l’ha condotto di nuovo in quella foresta, ora abitata da una carovana spintasi oltre la Redenzione, in cui le sue parole costruivano sogni e carnevali bizzarri - gli stessi in cui maghi e puttane guidavano il grande carro ricoperto di fiori appassiti e scene drammaticamente comiche e spettrali.

Ora è tutto davanti a noi e splende di luce propria in una notte in cui sembriamo avere fatto tutti lo stesso sogno per anni e, solo ora, nel cuore di Londra, le luci dispiegano la loro musica di raggi su di un uomo dal viso stravolto dall’emozione, dall’intenso gioco di grida sature e sussuri al Diavolo inginocchiatosi al battito dei tamburi di fianco a lui. È solo un attimo perché un minuto dopo il Sabba raggiunge il suo apice orgasmico nelle tonalitá piú cupe e lente, viscerali come uno Spirito che ne penetra un altro, come un’essenza liquida fusa con l’alcol che brucia nello stomaco.

È notte tarda e lo strano assembramento svanisce veloce oltre le tende per riapparire qualche attimo dopo ancora sferzato dalle luci che sembrano tagliare l’aria per riflettere le note piú basse, sinuose e profonde di uno Spirito alla ricerca di una montagna della mezzanotte; altre favole cui nessuno crede ma che tutti giurerebbero lo stesso di aver visto. Tutto finisce quando una luce stupida ed artificiale spalanca il suo vuoto su di noi, cancella ogni tono di buio e lascia apparire di nuovo una realtá davvero violenta e vuota la quale tutti noi abbiamo, volenti o nolenti, finto di non ricordare e perdere ancora una volta nel tempo che non ci appartiene.

Alex Franquelli
8 months, 4 weeks ago

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