Choir Of Young Believers – This is for the white in your eyes

February 10th, 2010

Forse non dovevo entrare nel politico stabilendo che la' dove c'e' socialdemocrazia c'e' un pop di qualita'. Avrei dovuto soppesare le 

mie parole eppure non me le rimangio completamente. Sono certo che esiste una qualche correlazione tra i Paesi a sistema socialdemocratico (gli scandinavi su tutti) ed uno spiccato senso della melodia. Non lo so. Pero' l'ho scritto e continuo a pensarci.

C'è poco da girarci intorno: il pop è scandinavo. Nessun'altra area del mondo ha mai partorito gli Abba e nessun'altra comunità terrestre potrebbe uscirsene con gli Aqua e mantenere un tenore di vita tra i più alti del mondo. Guardate poi da dove provenivano gli A-ha e il quadro sarà tanto crudo quanto onesto e veritiero. [...]

Uscito per: IndieForBunnies

The Necks – Silverwater

February 9th, 2010

Era ora che si tornasse a parlare di sperimentazione e con i The Necks si va sempre e comunque sul sicuro. Il promo arrivatomi dalla label prometteva bene sin dalla copertina ma l'album ha chiuso un cerchio di sperimentazione superbo, magnifico come solo chi ha la testa da un'altra parte puo' concepire.

The Necks sono una delle migliori band del pianeta e non vedo l'ora di vederli live perche' certe cose vanno vissute e, soprattutto in un genere come questo tutto basato sull'improvvisazione, la dimensione dal vivo e' il vero ambito in cui godere dello spunto immediato e genuino di un musicista. Grandi !

 

Se c'è una cosa che non riesce bene ai The Necks è misurare le proprie percezioni, rendere complesse delle astrazioni di per sè meravigliosamente semplici al solo fine di adeguare la propria arte al contesto, all'imbuto della forma-canzone, alla tragedia (nell'accezione greca) da popolino e le sue mille diramazioni massificate.[...]

Uscita per: Ondarock

Rameses III – I could not love you more

February 9th, 2010

Una bella sorpresa. Un album che si fa ascoltare senza interruzioni. Ottimo per la sera dopo i pasti.

Innanzitutto grandi spazi. Enormi, interminabili spicchi d'universo davanti e intorno ai nostri occhi frenati da un unico orizzonte che si chiude a cerchio intorno a noi e di cui, inconsapevoli, siamo e restiamo il silenzioso centro magnetico. Anche chiudendo gli occhi continuiamo a vivere il confine perché è la musica stessa a descriverlo: “I could not love you more” è una metafora del visivo, la traccia oculare che le onde sonore lasciano scivolare nella memoria sterminata di una bambina di un mese tra gli occhi e il suo futuro.[...]

Uscito per: IndieForBunnies

Inizio collaborazione con :Ritual:

February 8th, 2010


 

Inizia questo mese la mia collaborazione con :Ritual:. Per chi non lo sapesse e' un magazine (cartaceo) che tratta musica e cultura dark, gothic, industrial, elettronica, black metal, ambient e avanguardia. Io mi occupero' principalmente degli ultimi 4 settori e devo dire di essere particolarmente contento di questa collaborazione in parte perche' il magazine e' scritto davvero in maniera egregia e in parte perche' collaboro con una delle figure giornalistico/musicalmente della mia adolescenza: Francesco "fuzz fuzz" Pascoletti. Sebbene sia passato qualche anno non faccio fatica a ricordare i suoi editoriali su Metal Shock e Psycho ed scrivere per una sua rivista e' davvero un piacere anche perche' questo mese (o dovrei dire "bimestre" dal momento che esce ogni 60 giorni) ho esordito scrivendo la recensione del "Disco del Mese" piu' una manciata di altre recensioni. 
Sul prossimo numero la mia collaborazione dovrebbe essere piu' estesa…

Il sito web di :Ritual:

 

Do Make Say Think – Other Truths

February 8th, 2010

Bell'album, non c'e' che dire. Pero' nulla di nuovo e non a caso mi sono tornati alla mente i grandiosi (ma datati) Dianogah. Sempre troppo educati questi Do Make Say Think per poter diventare importanti sebbene questo "Other Truths" non sia malaccio e, alla fine, il mio voto rifletta piu' la qualita' dell'album che l'inventiva che (non) lo costruisce.

 

Ero distratto, lo ammetto. Ho infilato “Other Truths” nel lettore CD dello stereo dell'auto e ho preso a fare la mia strada. Dritto, poi destra, un paio di chilometri, scalo giù fino alla seconda per via del maledetto semaforo perennemente di luce scura e freno. 
Le mani tamburellano sul volante e penso che, in fondo, i Dianogah riescono ad evolvere restando fermi e 
che quest' album non è male per niente.[...]

Uscita per: IndieForBunnies

John Adams & The London Sinfonietta @ The Southbank, Londra (UK) 27/09/2009

December 13th, 2009

John Adams e la Sinfoniettaice600 Orchestra vuol dire molte cose e ha mille significati che spero di aver, in parte, catturato nel report. Il resto sono impressioni e colore. Un fantastico evento di musica e poesia in uno dei templi della musica londinese.

London Sinfonietta: l'eclettismo. John Adams: il post-minimalismo e il linguaggio musicale contemporaneo. Quella che sotto certi punti di vista è la rivisitazione e la negazione del concetto stesso di attualità (vecchie regole interpretate col dinamismo del "futuribile"), per altri è un incontro al vertice di una musicalità strettamente legata al presente, al contingente. La musica di Adams è una visione astratta e quindi profondamente naif del mondo in cui viviamo. Sarà per questo motivo che, come da programma, l'esecuzione di "In The Name(less)" di Paul Dresher avviene tramite cd, mentre metà del pubblico è ancora intento a trovare il proprio posto e l'altra metà ancora non è arrivata.[...]

London Loves #1

November 29th, 2009

londonloves02_prevEcco puntuale il nuovo episodio di London Loves. Il numero 0 era questo e dal momento che mi sono divertito a scriverlo e qualcuno l'ha trovato un minimo interessante, l'esperienza e' continuata. Anche stavolta ho passato un mese col un blocchetto in mano prendendo appunti man mano che ascoltavo qualcosa di interessante e, complice un'alba trascorsa dalle parti della Tate Modern, mi sono ritrovato a scrivere il pezzo nella giusta frequenza di silenzio che ci vuole per descrivere i suoni.
Un altro mese inizia domani e con esso inizia una nuova pagina dell'immancabile taccuino.

 

L'articolo e' uscito per IndieForBunnies
La foto e' di Did Scatterbrain

Vladislav Delay – Tummaa

November 29th, 2009

Muusikkopariskunta HailuotoonHo apprezzato questo album ancora prima di doverne scrivere.
Anzi: mi era piaciuto cosi' tanto che mi ero ripromesso di non volerne parlare. Invece come poi accade spesso mi e' capitata l'occasione e non mi sono tirato indietro.
Mi ricorda molto i Pan Sonic; quella techno cosi' minimale da non essere neanche techno e quasi neanche suono.
Bravo Sasu (Ripatti) !

Tra le increspature del tessuto armonico di Vladislav Delay é probabile che possiate ritrovare varianti glitch, la profondezza del dub e la scienza artistica del microsound e anche qualche ricordo.
La recensione potrebbe oggettivamente terminare qui e non avrei commesso un’ingiustizia. Questo perché in “Tummaa” prendono vita piú che altro le sensazioni e non il tecnicismo fine a se stesso, il carattere deduttivo della struttura più che le induzioni di sperimentazioni ridotte a schemi pop aprioristici secondo cui la sostanza vitale della musica é la musica stessa.
Vladislav Delay é il progetto del prolifico DJ finlandese Sasu Ripatti in cui si scorga maggiormente l’eleganza di richiami minimalisti, di strutture armoniche dall’incedere jazz, di costrutti anarmonici (e mai ‘disarmonici’) che mancano completamente di spunti progressivi e metodo: quest’ultimo inteso nell’accezione più cruda e accademica del termine.[...]

Pissed Jeans – King of Jeans

November 28th, 2009

pissed_jeansNon male l'album dei Pissed Jeans ma avrebbe potuto e dovuto essere meglio. Hope for Men mi era piaciuto e a tratti mi aveva ricordato i mai troppo compianti Refused e sebbene questo King of Jeans non deluda le attese, si sente lontano un miglio e un quarto la spinta promozionale che lo ha reso un mezzo "cult da fine anno".
Continuo a pensare che se riuscissero a mettersi tra le mani di uno Steve Albini cambierebbero rotta e lo farebbero per il meglio.

So benissimo di sbagliare ma dico comunque che dei Pissed Jeans non sentivamo di certo il bisogno. L’autunno del 2009 iniziò fin da subito con pioggia e un freddo piu’ umido del solito. Sapevamo che non avremmo avuto vita facile tra baveri alzati e pozze di olio di motore, detersivo e acido lungo la strada eppure ce l’avevamo messa tutta per dimenticare un’estate che ci si era appiccicata addosso con l’ardore sudato dell’entusiasmo privo di senso e affogato nella noia dei sonni della politica, delle calamità e delle finte epidemie.[...]

Uscito per IndieForBunnies

Isis + Mothlite @ Koko, Londra (UK) su Il Mucchio

November 28th, 2009

Bel concerto freddo, essenziale, quasi scarno e fotografa perfettamente l'evoluzione degli Isis che ora possono dirsi una delle migliori band del pianeta. L'epica non deve essere ridondante e barocca quando al servizio della musica c'e' del talento puro.

Questa volta a fare le foto c'era "l'architetto con la reflex a pallocca" che ha tirato fuori foto assolutamente in linea con lo spirito della serata. Gli Isis sembrano immersi nell'oceano di suoni in cui scendono ogni volta che salgono su un palco.
Il report e la foto sono su Il Mucchio di Dicembre.

mucchio